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Archivio per la categoria 'Jovanotti'



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Artista: Jovanotti
Album: Lorenzo 90-95
Titolo: L’ombelico del mondo

Questo è l’ombelico del mondo
dove si incontrano facce strane di una bellezza un po’ disarmante
pelle di ebano di un padre indigeno e occhi smeraldo come il diamante
facce meticce da razze nuove come il millennio che sta arrivando
questo è l’ombelico del mondo e noi stiamo già ballando
questo è l’ombelico del mondo.
questo è l’ombelico del mondo dove non si sa dove si va a finire
e risalendo dentro se stessi alla sorgente del respirare
è qui che si incontrano uomini nudi con un bagaglio di fantasia
questo è l’ombelico del mondo senti che sale questa energia
questo è l’ombelico del mondo.
questo è l’ombelico del mondo è qui che c’è il pozzo dell’immaginazione
dove convergono le esperienze e si trasformano in espressione
dove la vita si fa preziosa e il nostro amore diventa azioni
dove le regole non esistono esistono solo le eccezioni
questo è l’ombelico del mondo.
questo è l’ombelico del mondo è qui che nasce l’energia
centro nevralgico dell’universo da qui che parte ogni nuova via
dalle province del grande impero sento una voce che si sta alzando
questo è l’ombelico del mondo e noi stiamo già ballando
questo è l’ombelico del mondo.



Scarica la tua suoneria preferita con Jamba

Artista: Jovanotti
Album: L’albero
Titolo: Umano

Son forte come una roccia
son delicato come un fiore che sboccia
guarda che mani che ho guarda che piedi che ho
guarda che cuore che ho guarda che mondo che ho
guarda che frutta che ho piena di vitamine
senti che ritmo mi hermano senti che gasolina
son forte come una roccia son delicato come un fiore che sboccia
UMANO UMANO UMANO UMANO UMANO UMANO UMANO UMANO UMANO UMANO
guarda che cielo che ho guarda che sogni che ho
guarda che dubbi che ho e che progetti che ho
guarda che frutta che ho piena di vitamine
senti che ritmo mi hermano senti che gasolina
son forte come una roccia
son delicato come un fiore che sboccia.

Artista: Jovanotti
Album: L’albero
Titolo: Questa è la mia casa

O signore dell’universo
ascolta questo figlio disperso
che ha perso il filo e non sa dov’è
e che non sa neanche più parlare con te.
Ho un Cristo che pende sopra il mio cuscino
e un Buddha sereno sopra il comodino
conosco a memoria il Cantico delle Creature
grandissimo rispetto per le mille sure
del Corano; c’ho pure un talismano
che me l’ha regalato un mio fratello africano
e io lo so che tu da qualche parte ti riveli
che non sei solamente chiuso dietro ai cieli
e nelle rappresentazioni umane di te
a volte io ti vedo in tutto quello che c’è
e giro per il mondo tra i miei alti e bassi
e come Pollicino lascio indietro dei sassi sui miei passi
per non dimenticare la strada che ho percorso fino ad arrivare qua
e ora dove si va adesso
si riparte per un’altra città.
Voglio andare a casa LA CASA DOV’E'???
La casa dove posso stare
Io voglio andare a casa LA CASA DOV’E'???
La casa dove posso stare con pace con te.
O Signore dei viaggiatori
ascolta questo figlio immerso nei colori
che crede che la luce sia sempre una sola
che si distende sulle cose e le colora
di rosso di blu di giallo di vita
dalle tonalità di varietà infinita
ascoltami proteggimi
ed il cammino quando è buio illuminami
sono qua in giro per la città
e provo con impegno a interpretare la realtà
cercando il lato buono delle cose
cercandoti in zone pericolose
ai margini di ciò che è convenzione
di ciò che è conformismo di ogni moralismo yeahhh
e il mondo mi somiglia nelle sue contraddizioni
mi specchio nelle situazioni
e poi ti prego di rivelarti sempre in ciò che vedo
io so che tu mi ascolti anche se a volte non ci credo
Voglio andare a casa LA CASA DOV’E'???
La casa dove posso stare
Io voglio andare a casa LA CASA DOV’E'???
La casa dove posso stare con pace con te.
O Signore della mattina che bussa sulle palpebre quando mi sveglio
mi giro e mi rigiro sopra il mio giaciglio
e poi faccio entrare il mondo dentro me
e dentro al mondo entro fino a notte
barriere confini paure serrature
cancelli dogane e facce scure
sono arrivato qua attraverso mille incroci
di uomini di donne di occhi e di voci
il gallo che canta e la città si sveglia
ed un pensiero vola giù alla mia famiglia
e poi si allarga fino al mondo intero
e poi su vola alto fino al cielo
il sole la luna e Marte e giove
saturno coi suoi anelli e poi le stelle nuove
e quelle anziane piene di memoria
che con la loro luce hanno fatto la storia
gloria a tutta l’energia che c’è nell’aria
Questa è la mia casa LA CASA DOV’E’
la casa dove posso portar pace
Io voglio andare a casa la CASA DOV’E’
Questa è la mia casa LA CASA DOV’E’
la casa dove posso stare in pace con te.

Artista: Jovanotti
Album: L’albero
Titolo: La linea d’ombra

La linea d’ombra la nebbia che io vedo a me davanti per la prima volta nella vita mia mi trovo a saper quello che lascio e a non saper immaginar quello che trovo mi offrono un incarico di responsabilità portare questa nave verso una rotta che nessuno sa è la mia età a mezz’aria in questa condizione di stabilità precaria ipnotizzato dalle pale di un ventilatore sul soffitto mi giro e mi rigiro sul mio letto mi muovo col passo pesante in questa stanza umida di un porto che non ricordo il nome il fondo del caffè confonde il dove e il come e per la prima volta so cos’è la nostalgia la commozione nel mio bagaglio panni sporchi di navigazione per ogni strappo un porto per ogni porto in testa una canzone è dolce stare in mare quando son gli altri a far la direzione senza preoccupazione soltanto fare ciò che c’è da fare e cullati dall’onda notturna sognare la mamma… il mare.
Mi offrono un incarico di responsabilità mi hanno detto che una nave c’ha bisogno di un comandante mi hanno detto che la paga è interessante e che il carico è segreto ed importante il pensiero della responsabilità si è fatto grosso è come dover saltare al di là di un fosso che mi divide dai tempi spensierati di un passato che è passato saltare verso il tempo indefinito dell’essere adulto di fronte a me la nebbia mi nasconde la risposta alla mia paura cosa sarò dove mi condurrà la mia natura? La faccia di mio padre prende forma sullo specchio lui giovane io vecchio le sue parole che rimbombano dentro al mio orecchio “la vita non è facile ci vuole sacrificio un giorno te ne accorgerai e mi dirai se ho ragione” arriva il giorno in cui bisogna prendere una decisione e adesso è questo giorno di monsone col vento che non ha una direzione guardando il cielo un senso di oppressione ma è la mia età dove si sa come si era e non si sa dove si va, cosa si sarà che responsabilità si hanno nei confronti degli esseri umani che ti vivono accanto e attraverso questo vetro vedo il mondo come una scacchiera dove ogni mossa che io faccio può cambiare la partita intera ed ho paura di essere mangiato ed ho paura pure di mangiare mi perdo nelle letture, i libri dello zen ed il vangelo l’astrologia che mi racconta il cielo galleggio alla ricerca di un me stesso con il quale poter dialogare ma questa linea d’ombra non me la fa incontrare. Mi offrono un incarico di responsabilità non so cos’è il coraggio se prendere e mollare tutto se scegliere la fuga od affrontare questa realtà difficile da interpretare ma bella da esplorare provare a immaginare cosa sarò quando avrò attraversato il mare portato questo carico importante a destinazione dove sarò al riparo dal prossimo monsone mi offrono un incarico di responsabilità domani andrò giù al porto e gli dirò che sono pronto a partire getterò i bagagli in mare studierò le carte e aspetterò di sapere per dove si parte quando si parte e quando passerà il monsone dirò levate l’ancora diritta avanti tutta questa è la rotta questa è la direzione questa è la decisione.

Artista: Jovanotti
Album: L’albero
Titolo: Bella

E gira gira il mondo e gira il mondo e giro te
mi guardi e non rispondo perché risposta non c’è
nelle parole
bella come una mattina
d’acqua cristallina
come una finestra che mi illumina il cuscino
calda come il pane ombra sotto un pino
mentre t’allontani stai con me forever
lavoro tutto il giorno e tutto il giorno penso a te
e quando il pane sforno lo tengo caldo per te …
chiara come un ABC
come un lunedì
di vacanza dopo un anno di lavoro
bella forte come un fiore
dolce di dolore
bella come il vento che t’ha fatto bella amore
gioia primitiva di saperti viva vita piena giorni e ore batticuore
pura dolce mariposa
nuda come sposa
mentre t’allontani stai con me forever
bella come una mattina
d’acqua cristallina
come una finestra che mi illumina il cuscino
calda come il pane ombra sotto un pino
come un passaporto con la foto di un bambino
bella come un tondo
grande come il mondo
calda di scirocco e fresca come tramontana
tu come la fortuna tu così opportuna
mentre t’allontani stai con me forever
bella come un’armonia
come l’allegria
come la mia nonna in una foto da ragazza
come una poesia
o madonna mia
come la realtà che incontra la mia fantasia.
Bella !

Artista: Jovanotti
Album: Capo Horn
Titolo: Non è ancora finita

Per evitare guai
muoversi in fretta non farsi mai
fotografare fissi
ma sempre un poco mossi saltare fossi
sì saltare fossi saltare fossi
sì saltare fossi
a volte ti può capitare a volte ti può capitare
a volte ti può a volte ti può capitare di pensare
c’è poco da fare c’è il cartello strada senza uscita e non si può continuare
l’asfalto diventa campagna
la campagna diventa montagna
la montagna è piena di insidie
la città è piena di invidie
VIA l’orologio dal polso mi regolo con le stelle
VIA tutti questi vestiti l’aria sulla pelle
VIA l’orologio dal polso mi regolo con le stelle
VIA tutti questi vestiti l’aria sulla pelle
NON E’ ANCORA FINITA non è ancora finita
ce n’è ancora una cifra
per evitare guai
muoversi in fretta
non farsi mai fotografare fissi
ma sempre un poco mossi saltare fossi
sì saltare fossi
la deriva dei continenti
ci presenta i suoi inconvenienti
ogni piccola evoluzione
è una fase della creazione
non è ancora finita non è ancora finita
non è ancora finita ce n’è ancora una cifra
onore al lampo e alla scintilla
grande rispetto alla clorofilla
gloria al fotone e all’elettrone
viva l’idrogeno e il carbonio
la fibra ottica e il silicio
viva l’istinto del sacrificio
non è ancora finita ce n’è ancora una cifra
la foresta pluviale ricopre il sentiero che avevi tracciato
alle spalle ti volti e non vedi più niente
altre facce altre tracce
altra gente proseguire a colpi di machete
senza avere né fame né sete
senza avere né fame né sete
senza avere né fame né sete
VIA l’orologio dal polso mi regolo con le stelle
VIA tutti questi vestiti l’aria sulla pelle
VIA l’orologio dal polso mi regolo con le stelle
VIA tutti questi vestiti l’aria sulla pelle

non è ancora finita…

dippiù?
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